Mi scappa da ridere > Recensioni

da martedì 18 Ott 2011 a domenica 30 Ott 2011

MICHELLE HUNZIKER

Mi scappa da ridere

Con la partecipazione virtuale del Mago Forest
Regia di Giampiero Solari

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Per entrare nel vivo della recensione del suddetto spettacolo teatrale, potremmo partire con il porre la nostra attenzione sul suo titolo: “Mi scappa da ridere”. Come in ogni cosa in questo mondo, il titolo è quella parola o quell’insieme di parole che riassumono in sé il significato di un discorso, di un racconto, di un evento … e anche in questo caso esso è l’emblema-chiave della rappresentazione portata in scena dalla bellissima Michelle Hunziker. Infatti la protagonista racconta di sé, della sua vita, della sua carriera, delle sue esperienze adolescenziali servendosi della “risata” prorompente che l’ha portata ad essere amata al giorno d’oggi da grandi e piccoli, adolescenti ed adulti, insomma da tutti! È il suo modo di comunicare a chi sta al di là del palcoscenico le sue emozioni, sensazioni e la sua risata è come un uragano che spingerebbe chiunque a ridere a crepapelle o a strappare un piccolo sorriso anche alla persona più triste del mondo. Lo spettacolo incomincia con la descrizione della stanzetta dell’attrice svizzera, dei suoi peluche ed in particolare di Trufolo, ovvero del pupazzo a cui Michelle confidava i suoi segreti adolescenziali e che è portato virtualmente in scena da Michele Foresta, passato alla storia con il ben noto nome di Mago Forest. Sulle ali dell’entusiasmo e dell’ironia del mago, la protagonista prosegue il racconto narrando l’inizio della sua carriera, portando gli spettatori indietro nel tempo al lontano 1994, quando l’allora diciassettenne Michelle viene assunta come testimonial della nota marca di biancheria intima “Roberta” grazie al suo lato B e da lì tutto ebbe inizio. Andando avanti nel suo minuzioso racconto, Michelle tocca piano piano argomenti abbastanza attuali come la chirurgia plastica, la diffusione del social network Facebook, la vita da madre dell’adolescente Aurora e molto di più, sempre servendosi della sua genuina risata. Lo spettacolo è un gioco di canti, balli, monologhi, dibattiti con il Mago Forest, il tutto favolosamente assistito da una scenografia ricca di ologrammi, ledwall che hanno il ruolo di confondere un po’ la realtà con la narrazione. Una delle scene più commoventi è quando Michelle si appresta a leggere la storia numero 7, ovvero la storia di come sia riuscita a far sì che quel “cantante italiano” (come lo definisce lei) sarebbe un giorno diventato il grande amore della sua vita! In conclusione è uno spettacolo stupendo che ti coinvolge in prima persona e ti spinge a seguire passo dopo passo ogni piccolo dettaglio raccontato, ogni gesto, ogni particolare messo in scena. Semplicemente fantastico!

23/10/2011 Raffaele Di Leva