Questo bimbo a chi lo do > Scheda

da giovedì 12 Apr 2012 a domenica 15 Apr 2012

EDUARDO TARTAGLIA e VERONICA MAZZA

Questo bimbo a chi lo do

con
MAGDALENA GROCHOWSKA
PEPPE MIALE

ROSARIA RUSSO
con STEFANO SARCINELLI
e con la partecipazione di TULLIO DEL MATTO

“Si è sempre figli di qualcuno!”

P. –A. Beaumarchais « Le mariage de Figaro »

 Tommaso e Margherita le hanno provate tutte: ma il figlio, dopo otto anni di matrimonio (e di tentativi…), non è arrivato.

 Non che la coppia per questo sia in crisi profonda: il legame che unisce i due coniugi è ancora ben saldo, il sentimento reciproco di amore e di stima non si è per questo affievolito. Ma certo, è pur vero che una certa delusione comincia a serpeggiare; e tra allusioni e silenzi, si iniziano ad avvertire quei primi sinistri scricchiolii che sempre preannunciano crolli ben più gravi.

   La Scienza, intanto, ha come è ben noto, proseguito nel suo inarrestabile cammino. E soprattutto nel settore specifico, le conquiste hanno veramente raggiunto esiti incredibili solo qualche decennio fa.

   Tra mille e più polemiche, di ordine etico, religioso, antropologico, culturale, soluzioni un tempo inimmaginabili (e per molti versi inquietanti), appaiono ormai all’ordine del giorno. Dal primo risalente esperimento di “figlio in provetta”, ai più recenti casi di cosiddetto “utero in affitto”, tutta una serie di tappe di sperimentazioni della “procreazione assistita” hanno scandito negli anni un percorso in cui, inevitabilmente, ad ogni conquista tecnico scientifica ha fatto da puntuale contro canto il sorgere di riflessioni ed interrogativi.

   Figli del loro tempo, ovviamente, anche Tommaso e Margherita, hanno seguito con personale partecipazione e malcelata curiosità, il progredire delle scoperte mediche. E, nondimeno, vuoi per la loro estrazione culturale e religiosa (la forza della tradizione a Napoli è verosimilmente più condizionante che altrove…), vuoi per le mille difficoltà logistiche (economiche, legali, burocratiche…), non hanno ancora mai preso in seria considerazione ipotesi suddette.

  Ma poi, come sovente accade, una serie di circostanze più o meno casuali (l’esito felice di un’esperienza analoga riportata dalla solita amica nelle solite oziose discussioni dal parrucchiere; un improvviso viaggio all’estero per lavoro proprio nel Paese dove l’amica ha riferito esistere una struttura all’avanguardia ed un’organizzazione perfettamente avviata per la risoluzione del problema), i due rompono gli indugi e decidono di fare il grande tentativo. Ovviamente nella massima segretezza per evitare, tra gli altri, i sicuri condizionamenti soprattutto della mamma di lui, inutile dirlo, assolutamente contraria ad andare contro il volere della Natura (per non dire dell’Onnipotente).

   Eccoli dunque al ritorno da questa anomala e postmoderna “fuitìna” virtuale, per mettere tutti di fronte al fatto compiuto!

   Aspettano finalmente un bambino! Anche se, piccolo particolare, il nascituro sta crescendo nel grembo di una fanciulla anonima (e che tale deve restare!). Al termine della gestazione, appena vedrà la luce, il bimbo sarà immediatamente “consegnato” ai suoi “co-genitori”, senza conoscere mai la donna che ha soltanto acconsentito a far crescere dentro di sé il figlio della coppia.

   Questi gli accordi tassativi di una procedura le cui implicazioni morali, evidentemente, scuotono dalle fondamenta ogni certezza acquisita. E legittimano i più numerosi e svariati dubbi e perplessità.

   Ma tant’è.

   E se la mamma di lui non riesce proprio ad accettare un’idea che la fa inorridire come di fronte alla più inaccettabile delle soluzioni.

   E se qualche amico benpensante, nel goffo tentativo di far apparire “ordinaria” la cosa, ne evidenzia al contrario la assoluta eccezionalità e la totale anomalia (ingenerando equivoci e malintesi e contribuendo maldestramente ad istillare ulteriori dubbi e incertezze).

   Tommaso e Margherita, invece, si mostrano felici e sicuri della scelta fatta.

   Una scelta moderna, in linea con i tempi. Soprattutto, una scelta d’amore

   In realtà tanta sicurezza, fin troppo ostentata, serve a celare agli altri e a se stessi, tormenti e inquietudini inconfessabili. Né l’uno né l’altra, infatti, è poi così tanto sicuro del passo effettuato. Ma indietro, ovviamente, non si può tornare…

   È in questa situazione che irrompe, come nella più classica delle storie, Irena la donna che asserisce di portare nel grembo il bimbo di Tommaso e Margherita!

   Contravvenendo in maniera clamorosa alle regole perentorie di assoluto anonimato, la donna è riuscita a risalire alla coppia di genitori ed è scappata via dall’organizzazione che, dietro le apparenti sembianze filantropiche, nascondeva ben altrimenti loschi intendimenti. E, per il bene del loro stesso bambino che dovrà nascere, non ha trovato soluzione migliore che quella di rifugiarsi dai due coniugi napoletani!

   Quale sarabanda di situazioni paradossali e grottesche una simile circostanza possa generare, non è difficile intuire. Soprattutto se si considera il particolare, certo non secondario, che Irena è di una bellezza sfolgorante!

   La comprensibile gelosia di Margherita, che non può non vedere nella nuova arrivata un’irresistibile rivale; l’intimo tormento che pian piano assale il povero Tommaso, che comincia a dubitare dei suoi stessi sentimenti e inizia inevitabilmente a confondersi (bene o male Irena sarà biologicamente – ma a che percentuale? – madre di suo figlio); lo strano atteggiamento della suocera, che prende a parteggiare per la nuova arrivata (un po’ per l’antipatia verso la nuora; un po’ perché proprio Irena appare ai suoi occhi la meno colpevole della scabrosa situazione)…

   Sono solo alcuni degli accadimenti incredibili e irresistibili del ginepraio di equivoci e malintesi in cui i protagonisti della vicenda si troveranno a dimenarsi: denunciando, come sempre accade nei racconti comici, tutta la loro inadeguatezza a fronteggiare una difficoltà più grandi di loro. 

   Difficoltà, in particolare, che certo non si affievolisce, se a tutto questo si aggiunge il dubbio che, da un certo punto, aleggia sulla storia. E se Irena stesse mentendo?…