Teatro del Porto > Scheda

da mercoledì 14 Dic 2016 a domenica 8 Gen 2017

MASSIMO RANIERI

Teatro del Porto

versi, prosa e musica di Raffaele Viviani

regia di MAURIZIO SCAPARRO 

con

ERNESTO LAMA
ANGELA DE MATTEO - GAIA BASSI
ROBERTO BANI - MARIO ZINNO - IVANO SCHIAVI
ANTONIO SPERANZA - FRANCESCA CIARDIELLO

l’orchestra

pianoforte CIRO CASCINO
contrabbasso LUIGI SIGILLO  fiati DONATO SENSINI
violino SANDRO TUMOLILLO tromba GIUSEPPE FISCALE batteria MARIO ZINNO
elaborazioni e ricerche musicali PASQUALE SCIALÒ
scena e costumi LORENZO CUTULI    disegno luci MAURIZIO FABRETTI
coreografie GIORGIO DE BORTOLI

Dopo il successo di VIVIANI VARIETÀ, Massimo Ranieri e Maurizio Scaparro affrontano ancora una volta il grande drammaturgo RAFFAELE VIVIANI

Esiste in alcuni di noi la memoria storica o il lontano ricordo di una Napoli vissuta mentre già stava cambiando. Questa preziosa memoria è stata, per Massimo Ranieri e per me, il primo filtro ma anche lo stimolo, dopo la felice esperienza di Viviani Varietà, per continuare a lavorare su un nuovo spettacolo che potesse avere come testimonianza di questo mondo, così ricco, la figura stessa di Raffaele Viviani attraverso il suo teatro (particolarmente quello degli atti unici), le sue parole, il suo canto scenico privilegiando così quel vitalissimo giacimento culturale e musicale che era la Napoli dei quartieri, quella parallela urbana (aperta all’influenza e alle commistioni con il teatro e il Varietà europeo) e di un altro sud che premeva sulla città.

È nato così Teatro del Porto pensando ad uno spazio neutro sospeso tra il mare e la terra (quasi un “porto delle nebbie” come l’abbiamo chiamato durante le prime prove) uno spazio che favorisse lo scambio di conoscenza e di speranze che veniva dal mare e dove vorremmo che Raffaele Viviani ci portasse per mano attraverso il suo teatro e la sua musica per ricordare sogni e delusioni di una grande città, e per accompagnarci verso un futuro già cominciato scoprendo, anche grazie a lui, parole vecchie e nuovi significati come “mediterraneo”, “emigrazione” e, con un po’ di ottimismo, anche “cultura” e “teatro”.  

 Maurizio Scaparro