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da mercoledì 13 Nov 2019 a domenica 24 Nov 2019

DITEGLI SEMPRE DI SI

con Gianfelice Imparato, Carolina Rosi

di Eduardo De Filippo 

regia
ROBERTO ANDO’

Elledieffe - La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, Fondazione Teatro della Toscana

presentano

 

DITEGLI SEMPRE DI SI

di Eduardo De Filippo

 

scene e luci
Gianni Carluccio,

costumi
Francesca Livia Sartori

 

con

Gianfelice Imparato, Carolina Rosi,

Nicola Di Pinto, Massimo De Matteo

Paola Fulciniti, Gianni Cannavacciuolo, Viola Forestiero, Federica Altamura, Andrea Cioffi

regia
ROBERTO ANDO’


Elledieffe – La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, oggi diretta da Carolina Rosi, propone in coproduzione con la Fondazione Teatro della Toscana, per la Stagione 2019/2020, una delle più fortunate commedie del repertorio eduardiano: Ditegli sempre di sì.

Prosegue così il progetto avviato nel 2016 dalla Elledieffe che, dopo aver incrociato i percorsi artistici di Marco Tullio Giordana e Mario Martone, si affida ora a Roberto Andò continuando così a diffondere e valorizzare l’immenso patrimonio culturale di una delle più  antiche famiglie della tradizione teatrale italiana.

Sarà Gianfelice Imparato ad interpretare il ruolo del protagonista Michele Murri; Carolina Rosi sarà  sua sorella Teresa; a dirigere la Compagnia sarà Roberto Andò, regista abituato a muoversi tra cinema e teatro, qui alla sua prima esperienza eduardiana.

Ditegli sempre di sì è uno dei primi testi scritti da Eduardo, un’opera vivace, colorata il cui protagonista è un pazzo metodico con la mania della perfezione; una commedia molto divertente che, pur conservando le sue note farsesche, suggerisce serie riflessioni sul labile confine tra salute e malattia mentale.

In Ditegli sempre di sì la pazzia di Michele Murri è vera, infatti è stato per un anno in manicomio e solo la fiducia di uno psichiatra ottimista gli ha permesso di ritornare alla vita normale. Michele è un pazzo tranquillo, socievole, cortese, all’apparenza l’uomo più normale del mondo, ma in verità la sua follia è più sottile perchè consiste essenzialmente nel confondere i suoi desideri con la realtà che lo circonda; eccede in ragionevolezza, prende tutto alla lettera, ignora l’uso della metafora, puntualizza e spinge ogni cosa all’estremo. Tornato a casa dalla sorella Teresa si trova a fare i conti con un mondo assai diverso dagli schemi secondo i quali è stato rieducato in manicomio; tra equivoci e fraintendimenti alla fine ci si chiede: chi è il vero pazzo? E qual è la realtà vera?