Attualmente non abbiamo in cartellone spettacoli di questo tipo.
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PETER PAN di Peppe Celentano – dal romanzo omonimo di J.M. Barrie
Dopo lo straordinario successo della scorsa stagione con “Pinocchio”, spettacolo apprezzato per l’ottima qualità degli attori, la bellezza dei costumi e la storia che ha coinvolto molto i piccoli spettatori, quest’anno il teatro Diana si rivolge agli studenti delle classi inferiori con lo spettacolo “Peter Pan”, tratto appunto dal famosissimo omonimo romanzo di James Matthew Barrie. L’eterno bambino che non voleva crescere, sospeso in una dimensione fantastica e senza età, in contrapposizione col perfido Capitan Uncino che invece rappresenta il mondo degli adulti con le sue regole e spesso ahi noi senza più i suoi sogni. Chi di noi non vorrebbe tornare fanciullo e viaggiare anche solo per un giorno verso “l’isola che non c’è”, proprio come fanno Wendy e i suoi fratelli. Lì potremmo incontrare bambini vestiti da animaletti, fantastiche e luccicanti sirene, indiani, pirati e la dolce fatina Trilly. Naturalmente lo spettacolo punterà come sempre su costumi curati e coloratissimi, sulla professionalità degli attori e sull’interattività coi bambini. I piccoli spettatori saranno chiamati nel gioco teatrale attraverso domande e stimoli visivi, si chiederà loro di interagire con gli attori per entrare così attivamente nella storia. Inoltre vorremmo, con la collaborazione dei docenti, portare qualche bambino proprio sul palcoscenico.
NAPOLI MILIONARIA di Eduardo De Filippo
“Napoli Milionaria” è la commedia di Eduardo forse più adatta da presentare alle platee scolastiche. Perché Napoli milionaria? Innanzitutto per un omaggio doveroso ad uno dei maggiori scrittori italiani di teatro del 900 di cui quest’anno si ricordano i 110 anni dalla nascita, in secondo luogo per l’attualità dei temi trattati dalla commedia; fra tutte la crisi della nostra città che ancora è in ginocchio, a causa delle sue piaghe endemiche come la criminalità organizzata, la collusione tra politica e mal’affare, la disoccupazione e la disgregazione dei valori fondamentali come la famiglia e AL TEATRO DELLE PALME PIACERE PEPPINO GARIBALDI di Peppe Celentano da un’idea di Gianpiero Mirra Spesso ci capita di dire: “Se potessi tornare indietro quella cosa non la farei”, o a volte pensare al futuro immaginando come potremmo essere tra 30 o 50 anni. E’ stato sempre il sogno dell’uomo viaggiare nel tempo, magari anche solo per sapere se un giorno sbarcheremo sul pianeta Saturno o per salutare un nostro antenato. Una buona parte della popolazione del nord , da un po’ di tempo propugna la secessione dall’Italia meridionale e se potessero tornare indietro di 150 anni, sicuramente impedirebbero l’unità della nostra nazione. Nella nostra storia ad auspicare l’evento ci sono anche Augusto e Santino due esasperati, tartassati, angosciati e sfigati giovanotti della periferia partenopea. Essi sono convinti che Napoli e tutto il sud in 150 anni, da soli ,avrebbero fatto assai meglio. I due sono i protagonisti della commedia “1861 la scoperta dell’Italia” scritta da Peppe Celentano in collaborazione con Gianpiero Mirra che affronta in chiave comica e paradossale il tema dell’unificazione, dell’integrazione e della pacifica convivenza del nord e del sud a 150 anni dalla nascita dell’Italia. Augusto e Santino entrando in un ufficio per chiedere informazioni si trovano di fronte due garibaldini impegnati nel reclutamento delle truppe. Dopo i primi momenti di meraviglia e incredulità i due scoprono di trovarsi alla vigilia dello sbarco dei Mille, in piena guerra tra i Savoia e il regno delle due Sicilie. Nonostante alcuni inutili tentativi di tornare ai tempi moderni, Augusto e Santino si rassegnano giocoforza ad ambientarsi nella nuova realtà, e accettano di arruolarsi come garibaldini spinti anche dall’ardore e dalla speranza di poter fermare Garibaldi dal proposito di conquistare l’Italia. Durante il viaggio verso Quarto i due incontrano diversi personaggi simboli dell’epoca e cercano di convincerli a mutare le loro convinzioni (Mazzini, Pisacane), ma incontrano Antonia, un agente del servizio segreto piemontese che capite le loro intenzioni li sorveglia decisa a sventare il complotto antigaribaldino. Augusto e Santino vengono arrestati e condotti al cospetto di importanti personaggi come Cavour, Garibaldi, Vittorio Emanuele. Ma quando il controspionaggio si rende conto dell’assoluta incapacità di fermare lo sbarco, i due vengono rilasciati e abbandonati a loro stessi. Sconsolati per non aver potuto impedire l’unità d’Italia, Augusto e Santino riprendono la strada e, dopo varie peripezie, ritrovano la stessa porta che li aveva condotti nel 1860. I nostri amici ritornano così nel 2010 e ritrovano l’identica situazione dalla quale erano partiti: nell’ufficio della Gestline la gente che protesta per le esose cartelle esattoriali e la lunga attesa in fila.
